
“Terrori notturni (pavor nocturnus)”: cosa sono e come affrontarli
Come genitori, vedere un figlio sperimentare un episodio di paura durante la notte può essere angoscioso. I “terrori notturni” sono un disturbo del sonno che, sebbene possano essere scioccanti per chi li osserva, nell'infanzia sono più comuni di quanto sembri, tanto che riguardano circa il 6,5% dei bambini tra gli uno e i dodici anni. Tipicamente si manifestano tra i quattro ed i dodici anni con un picco tra i cinque ed i sette anni.
Questi episodi, che di solito si vivono in modo molto angoscioso ed intenso, possono includere urla, pianti, movimenti bruschi o battiti cardiaci accelerati mentre il bambino dorme, e solitamente suscitano preoccupazione e dubbi nei genitori su come gestirli.
In questo articolo ti spieghiamo cosa sono i “terrori notturni”, perché accadono e come affrontarli.
Cosa si intende per “terrori notturni”?
I terrori notturni sono un tipo di disturbo del sonno noto come parasomnia, caratterizzato da esperienze disturbanti e indesiderate durante il sonno, in cui si verifica un terrore estremo e difficoltà a recuperare completamente la coscienza.
Questi episodi tipicamente si manifestano tra i 4 ed i 12 anni, però possono cominciare anche partire dai 15 mesi di vita, tuttavia sono più frequenti intorno ai 3 anni; si verificano durante la fase NON-REM del sonno, cioè nel sonno profondo e solitamente nel primo terzo della notte del sonno NON-REM.
Durante un episodio di “terrore notturno”, i bambini possono svegliarsi piangendo in modo inconsolabile, mostrare segni di paura intensa, respirare affannosamente, correre fuori dal letto, sudare o gridare con angoscia; durante i “terrori notturni”, i bambini di solito non si accorgono che sei vicino a loro in quel momento.
Fortunatamente, i “terrori notturni”, di solito, non durano più di 20 minuti. Una volta che sono finiti tuo figlio si calmerà e si addormenterà senza ricordare quanto accaduto.
Quali sono le cause dei “terrori notturni”?
Si ignorano le cause di questi episodi, anche se sembrano essere correlati con la frammentazione del sonno.
Ci sono alcune situazioni che possono aumentare la probabilità che tuo figlio soffra di “terrori notturni” e cioè:
- Periodi di ansia o stress emotivo.
- Mancanza di sonno.
- Febbre.
- Infezioni o raffreddori
- Dormire in un luogo sconosciuto.
- Assunzione di alcuni farmaci.
Inoltre, il rischio che un bambino soffra di questi episodi aumenta se ci sono antecedenti familiari, poiché esiste una forte predisposizione familiare.
Gli incubi notturni infantili sono la stessa cosa dei “TERRORI NOTTURNI “?
Questa è una domanda frequente, e la risposta è NO!
Gli incubi sono episodi angoscianti e sgradevoli che si verificano durante la fase del sonno REM, possono comparire in qualsiasi momento della notte, anche se sono più comuni nella seconda parte di essa.
A differenza di quanto accade con i “terrori notturni”, il bambino si sveglierà angosciato, ricordando ciò che è successo e, a volte, credendo che ciò che ha sognato sia stato reale e, per questo motivo, potrebbe avere difficoltà a riaddormentarsi.
Cosa posso fare per calmare mio figlio?
Come genitore, è normale sentirsi preoccupati nel vedere tuo figlio vivere questo tipo di episodi. Tuttavia, puoi aiutarlo seguendo semplici consigli quali:
- Mantieni la calma. Nella maggior parte dei casi, il bambino non è consapevole di avere un terrore notturno, quindi devi avvicinarti in modo tranquillo e delicato.
- Non svegliarlo e non intervenire, potrebbe causare maggiore confusione nel piccolo. Accompagnalo semplicemente se si alza dal letto e abbraccialo con delicatezza affinché ti senta vicino.
- Assicurati che non si faccia male durante l'episodio.
- Stabilisci degli orari e delle routine che gli permettano di riposare a sufficienza.
- Crea delle abitudini che gli permettano di rilassarsi prima di andare a letto.
Quando devo consultare il pediatra?
Normalmente i “terrori notturni” scompaiono senza bisogno di un intervento medico, tuttavia, se gli episodi si ripetono più volte a settimana, impedendo ai bambini di riposare in modo sereno, se la loro durata si prolunga, se diventano violenti o dannosi, dovresti consultare il Medico Pediatra.
In conclusione, i “terrori notturni” possono essere disorientanti per il bambino, tuttavia, con pazienza, comprensione e le strategie adeguate, è possibile gestire questi episodi in modo efficace e minimizzare il loro impatto sul riposo dei bambini e della loro famiglia.
A cura di Dr. Maria Laura Chiozza e Dr. Virginia Martínez
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